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sabato 3 novembre 2012

Social Media Marketing per mostre d'arte e musei. La collaborazione tra Palazzo Madama di Torino e Followgram.

Anche le istituzioni del mondo dell’arte vogliono parlare la lingua dei social media e sfruttarne il potere comunicativo come cassa di risonanza per promuovere gli eventi espositivi.

Un bell’esempio del connubio arte-social media, in questo periodo, è rappresentato dal progetto denominato “La mappa delle emozioni”, nato come corollario 2.0 del percorso museale dedicato alla storia e all’evoluzione del ritratto, allestito a Palazzo Madama di Torino in occasione della mostra di Robert Wilson.

Le opere esposte di Robert Wilson sono una cinquantina di  video-ritratti in altissima definizione che riprendono personaggi dello star system ma anche persone comuni ed animali straordinari. Rappresentano una rivisitazione iper-tecnologica di uno dei generi pittorici più importanti dell’arte occidentale: il ritratto appunto, la cui storia viene ripercorsa per sommi capi nel percorso museale proposto da Palazzo Madama parallelamente alla mostra di Wilson.

 Il viaggio a ritroso parte dai video-portrait di Wilson per arrivare ai ritratti dei committenti della fine del Trecento, passando per i grandi dipinti celebrativi della dinastia sabauda e le libere interpretazioni dei pittori del ‘900 provenienti dalla collezione della GAM di Torino.

Ma che cosa hanno a che fare i social network con questo itinerario museale dedicato al genere del ritratto ?

Brad Pitt ritratto da Robert Wilson
I social network sono appunto il mezzo attraverso cui oggi milioni di persone "ritraggono" le loro vite e le condividono con gli altri. Non si tratta certamente di immagini con un valore artistico ma rappresentano comunque un fenomeno che ha più di una connessione con la logica che sta alla base del ritratto,

Infatti se il ritratto nella tradizione occidentale è sinonimo di rappresentazione pittorica della figura umana, altresì il ritratto vuole sempre essere una “mappa” dell’interiorità.
Per questo motivo il percorso museale si completa idealmente  chiedendo al pubblico di “mappare” le proprie emozioni attraverso gli strumenti del web 2.0, instaurando un dialogo tra quelle passioni ritratte nei quadri e le proprie emozioni.

A tal proposito Palazzo Madama ha dato il via a una collaborazione con la piattaforma Followgram (prodotto italiano realizzato da Fabio Lalli e Lorenzo Sfienti, a cui si accede usando gli stessi dati di login scelti per Instagram) grazie alla quale tutti i visitatori che scattano una fotografia con la applicazione Instagram a uno dei mille volti presenti nelle opere del museo parteciperanno alla compilazione di una mappa emotiva dell’esposizione

Followgram al servizio dell’arte

Uno dei ritratti di Rober Wilson
La piattaforma Followgram ha fornito lo strumento adatto per questo esperimento di mappatura emotiva e di creazione collettiva. Grazie alla funzione “album”, Followgram permette al museo di raggruppare le immagini scattate dagli utenti e di presentarle sulla pagina ufficiale di Palazzo Madama.
Entrare a far parte di questa creazione collettiva è semplice:
  • installare sullo smartphone la app Instagram (gratuita)
  • creare un account sulla piattaforma Followgram (gratuita)
  • scattare la foto utilizzando Instagram a uno dei volti del museo, aggiungi il tag #palazzomadama #ritratto e l’emozione che ti ha suscitato (ad esempio #stupore, #gioia, #spavento…)
La foto verrà così automaticamente caricata sul profilo Followgram di Palazzo Madama e condivisa con tutti gli utenti del museo sia su Twitter che su Facebook
 Alla fine della mostra, verrà creata una pianta interattiva delle emozioni, che resterà sul sito istituzionale del museo  per permettere anche ai visitatori futuri di seguire questo nuovo modo di esplorare le collezioni di Palazzo Madama .

Ecco l’album Followgram che raccoglie le immagini del pubblico della mostra: http://followgram.me/palazzomadama/album/view/29919/

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